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Termine Definizione
Monitoraggio

osservazione costante di un evento che si è già verificato o che potrebbe verificarsi. Nell’ambito dell’attuazione della direttiva 2000/60/CE si definisce monitoraggio dello stato delle acque superficiali, dello stato delle acque sotterranee e delle aree protette il controllo svolto attraverso la rilevazione e la misurazione nel tempo di determinati parametri bio-chimico-fisici. Nell’ambito della direttiva 42/2001/CE (VAS) si definisce monitoraggio lo strumento di controllo sugli impatti significativi sull'ambiente derivanti dall'attuazione dei piani e dei programmi approvati e di verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e da adottare le opportune misure correttive

Parere motivato

l'atto con il quale l’Autorità competente conclude la procedura di valutazione ambientale strategica

Partecipazione

un processo, sistematico e strutturato, che consente a cittadini, portatori di interesse e decisori di confrontarsi e condividere sia le problematiche del territorio sia le decisioni che lo influenzeranno.

Pericolosità

probabilità di occorrenza di un fenomeno potenzialmente distruttivo in un dato periodo ed in una data area. In altre parole, la pericolosità è una previsione che viene effettuata a partire dalle conoscenze acquisite sui fenomeni avvenuti in passato in una determinata area. La valutazione della pericolosità di un fenomeno naturale considera dunque le informazioni di carattere storico (quando, dove ed in quali condizioni si sono verificati i fenomeni, quali danni sono stati riportati), lo stato attuale del sistema (attraverso cartografia, foto aeree, censimento dei manufatti, ecc) e le analisi compiute con i modelli matematici, fornendo la probabilità che una porzione di territorio risulti propensa in determinate condizioni ad essere interessata dall’evento naturale studiato. Il valore della pericolosità è generalmente espresso per classi ed il risultato dell’analisi è una mappa nella quale le aree vengono classificate in base al diverso grado di pericolosità

Piani e programmi

tutti gli atti e provvedimenti di pianificazione e di programmazione comunque denominati previsti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative adottati o approvati da autorità statali, regionali o locali, compresi quelli cofinanziati dalla Comunità europea, nonché le loro modifiche; salvi i casi in cui le norme di settore vigenti dispongano altrimenti, la valutazione ambientale strategica viene eseguita, prima dell'approvazione, sui piani e programmi adottati oppure, ove non sia previsto un atto formale di adozione, sulle proposte di piani o programmi giunte al grado di elaborazione necessario e sufficiente per la loro presentazione per l'approvazione

Piano di bacino

il piano di bacino ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato. Si tratta quindi di uno strumento di pianificazione che si riferisce ad un territorio definito secondo un limite che non è amministrativo, ma fisico: il bacino idrografico. Ciò consente di poter studiare e valutare nella loro complessità ed interezza tutti i processi geomorfologici ed idraulici che si verificano nel territorio, in quanto il bacino idrografico è l’unità territoriale nella quale i processi nascono e si esauriscono: essi non dipendono da fattori esterni al bacino, né innescano o influenzano processi al di fuori del territorio del bacino. Il Piano di bacino ha l’obiettivo di coniugare la difesa del territorio del bacino e la conservazione e la valorizzazione delle sue complesse caratteristiche fisiche e naturali con l’uso antropico e le esigenze di sviluppo del territorio stesso. I temi in esso affrontati sono molteplici e riguardano gli aspetti relativi alla difesa del territorio da frane, alluvioni, valanghe, erosione; alla protezione delle coste; alla tutela e razionale utilizzazione delle acque; al contenimento dei fenomeni di subsidenza dei suoli; alla disciplina delle attività estrattive nei corsi d'acqua, nei laghi, nelle lagune ed in mare. È uno strumento conoscitivo, in quanto in esso è contenuto il quadro conoscitivo organizzato ed aggiornato del sistema fisico, delle utilizzazioni del territorio previste dagli strumenti urbanistici comunali ed intercomunali, nonché dei vincoli. In esso sono inoltre individuate e quantificate le situazioni, in atto e potenziali, di degrado del sistema fisico e le relative cause. È uno strumento normativo in quanto in esso sono contenute le prescrizioni, i vincoli e le norme d’uso finalizzati alla conservazione del suolo ed alla tutela dell'ambiente. È uno strumento tecnico – operativo in quanto in esso sono pianificate e programmate le azioni finalizzate alla soluzione delle criticità individuate e, più in generale, alla conservazione del suolo ed alla tutela dell'ambiente. Le disposizioni del Piano di bacino approvato hanno carattere immediatamente vincolante. In attesa dell'approvazione del Piano di bacino, le Autorità di bacino adottano misure di salvaguardia le quali sono immediatamente vincolanti e restano in vigore sino all'approvazione del piano di bacino e comunque per un periodo non superiore a tre anni. La normativa prevede che i piani di bacino possano essere redatti ed approvati anche per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali. Data la molteplicità dei temi da affrontare in un Piano di bacino, procedere per Piani Stralcio relativi a specifici settori è certamente la pratica più conveniente e quella più diffusa. Il PAI (Piano per l’assetto idrogeologico) e il PSI (Piano per la sicurezza idraulica) sono Piani Stralcio del Piano di Bacino ed in quanto tali, pur nella specificità dei temi in ciascuno di essi trattati, sono tra essi complementari e concepiti secondo un unico obiettivo.

Piano di Gestione

lo strumento per il raggiungimento degli obiettivi delle direttive Quadro Acque e Alluvioni, da predisporre per ogni distretto idrografico del territorio nazionale.

Piano stralcio per la sicurezza Idraulica (PSSI)

è lo strumento di pianificazione che si occupa di questioni legate all’idraulica del corso d’acqua. Dopo una fase di approfondimento conoscitivo delle caratteristiche del bacino, delle dinamiche storiche delle piene e delle criticità idrauliche del territorio, il piano, sulla base anche degli esiti della modellazione matematica, individua una piena di riferimento (evento di progetto) e di conseguenza:  indica interventi strutturali (opere) e non strutturali (manutenzione delle opere idrauliche, sistemazioni idraulico-forestali, provvedimenti specifici di gestione degli invasi esistenti, studi di approfondimento, ecc),  definisce un programma degli interventi,  definisce norme comportamentali funzionali a rendere compatibile l’attività antropica con il verificarsi di tale piena  nelle aree fluviali, definisce anche norme comportamentali funzionali alla realizzazione delle opere previste dal piano.

Piano stralcio per l’assetto idrogeologico (PAI)

E’ lo strumento di pianificazione che focalizza la propria attenzione sulle zone interne ed esterne al corso d'acqua. Esso fotografa la propensione di un'area a essere più o meno pericolosa, e consente di verificare se gli "oggetti" (immobili, infrastrutture, ecc) in tali aree siano più o meno a rischio. Con tale strumento, all’interno di un bacino idrografico: • vengono individuate, delimitate e classificate le aree pericolose per effetto di fenomeni di frana, valanga ed alluvione; • vengono pianificate e programmate le azioni e gli interventi strutturali (opere) e non strutturali (es. manutenzione delle opere, sistemazioni idraulico-forestali o dei versanti, studi ed indagini di approfondimento, ecc) finalizzati alla mitigazione della pericolosità e del rischio; • vengono indicate le norme comportamentali (prescrizioni urbanistiche, limitazioni dell’uso del suolo etc.) necessarie a ridurre sul territorio la pericolosità e il rischio, coniugando tali aspetti con le esigenze di sviluppo territoriale e socio-economico dell’area.

Prevenzione

attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad un evento calamitoso e comprendono gli interventi strutturali e non strutturali quali la pianificazione di emergenza, le esercitazioni di protezione civile, la formazione e l’informazione alla popolazione

Previsione

attività diretta a determinare le cause dei fenomeni calamitosi, a individuare i rischi e a delimitare il territorio interessato dal rischio

Progetto di un'opera o intervento

l'elaborato tecnico, preliminare, definitivo o esecutivo concernente la realizzazione di un impianto, opera o intervento, compresi gli interventi sull'ambiente naturale o sul paesaggio quali quelli destinati allo sfruttamento delle risorse naturali e del suolo; salvi i casi in cui le normative vigenti di settore espressamente dispongano altrimenti, la valutazione di impatto ambientale viene eseguita sui progetti preliminari che contengano l'esatta indicazione delle aree impegnate e delle caratteristiche prestazionali delle opere da realizzare, oltre agli ulteriori elementi comunque ritenuti utili per lo svolgimento della valutazione di impatto ambientale.

Proponente o committente

l'ente o la pubblica autorità cui compete l'adozione di un piano o programma o, in genere, che ne richiede l'approvazione, nonché l'ente o la pubblica autorità che prende l'iniziativa relativa a un progetto pubblico e il soggetto che richiede l'autorizzazione relativa ad un progetto privato

Protezione

misura volta a ridurre le conseguenze di un evento (frana, alluvione) nel momento in cui si verifica. A differenza delle misure di prevenzione, che riducono la probabilità di accadimento di un evento, le misure di protezione mitigano esclusivamente le conseguenze di un evento e ne limitano i danni (a persone e cose)

Pubblico

una o più persone fisiche o giuridiche nonché, ai sensi della legislazione o della prassi nazionale, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone

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