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Newsletter elettronica n. 2 – marzo 2015



 

DIRETTIVA ACQUE E DIRETTIVA ALLUVIONI
Dicembre 2015: importante occasione per il coordinamento
Roberto Casarin

Proteggere le risorse idriche e assicurare la loro qualità ecologica sono cardini della politica ambientale europea. La Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE) è stata la prima direttiva ad assumere un approccio integrato ed ecosistemico per bacini idrografici. L’integrazione delle politiche ambientali e di tutela del territorio è un obbligo introdotto dalla Direttiva Alluvioni (2007/60/CE). Entrambe le direttive mirano al raggiungimento di obiettivi attraverso opportuni piani di gestione che contengono le misure per raggiungerli; esse implicano un processo di pianificazione e gestione partecipato e obbligano a flussi informativi e reporting ufficiali alla Commissione Europea. L’importante occasione di coordinamento a livello distrettuale avverrà a dicembre 2015, con la pubblicazione del primo aggiornamento del piano di gestione delle acque e del primo piano di gestione del rischio di alluvioni. Integrare significa armonizzare i piani di gestione e massimizzare le sinergie identificando quelle misure che possano servire scopi multipli (misure benefiche per gli obiettivi di entrambe cioè misure di riduzione del rischio idraulico che interagiscono positivamente con obiettivi e misure della Direttiva Acque). La Commissione Europea ha chiarito le indicazioni applicative per identificare le potenziali sinergie nell’attuazione coordinata delle direttive in termini di governance, misure, reporting e partecipazione pubblica nel CIS Resource Document, che invito a consultare. Anche nel contesto nazionale è sollecitata l’integrazione degli obbiettivi delle due direttive con il decreto “Sblocca Italia” (D.L. 133/2014, art.7, c.2) che ha disposto, in materia di riduzione del rischio idrogeologico, la prioritaria destinazione di risorse finanziarie agli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità.


 

PER LA DIRETTIVA QUADRO ACQUE
A scala regionale gli incontri di consultazione
Andrea Braidot, Matteo Bisaglia

Sono Udine, Verona, Gorizia e Venezia le sedi per la consultazione pubblica sul progetto di aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque (secondo ciclo di pianificazione 2015-2021). Quattro sedi per facilitare la partecipazione pubblica e per affrontare i temi e le questioni del Piano di Gestione delle Acque con uno specifico approfondimento a scala territoriale più piccola. Alla luce dell'approvazione del progetto di Piano regionale di tutela delle acque della Regione Friuli Venezia Giulia, che condivide analisi e obiettivi del Piano di gestione delle acque, gli appuntamenti di Udine e Gorizia saranno anche l’occasione per intraprendere un percorso comune di partecipazione pubblica riferito a entrambi i Piani. Questo quarto ciclo di incontri si terrà nella terza decade di marzo e sarà dedicato all’illustrazione del progetto di aggiornamento del Piano di gestione, al fine di rispettare le scadenza del 22 dicembre 2015 per l’approvazione definitiva del primo riesame del Piano. Nei mesi successivi sono previsti gli incontri di carattere settoriale. Nel mese di ottobre un evento conclusivo farà sintesi del percorso e dei contributi offerti. Vedi il calendario degli incontri, le sedi e i programmi di ciascun incontro.


 

CI VORREBBE UN AMICO…
Sistema previsionale di eventi di piena 
Michele Ferri, Martina Monego, Daniele Norbiato

L’Autorità di bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico, Centro di Competenza del sistema di protezione civile individuato con decreto del Capo Dipartimento di Protezione Civile del 24 luglio 2013, fornisce servizi, informazioni, dati, elaborazioni e contributi tecnico-scientifici per il governo delle piene. L’Autorità di bacino ha sviluppato per il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto la piattaforma sperimentale AMICO (Alto adriatico Modello Idrologico e idrauliCO). E’ uno strumento di previsione delle piene, operativo per il fiume Bacchiglione. AMICO elabora i dati meteo-climatici (sia in tempo reale sia in previsione a 3-5 giorni), determina i deflussi mediante un innovativo modello geomorfoclimatico e valuta la propagazione dell’onda di piena. I report di AMICO sono consultabili da novembre 2014 nel sito della protezione civile regionale, a questo link. Per saperne di più.


 

CAMIS
Convegno conclusivo del progetto transfrontaliero
Marco Gamba

Il progetto CAMIS, Coordinated Activities for Management of Isonzo–Soca, finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, mira a ricercare equilibri realizzabili tra i diversi soggetti pubblici e privati che vivono lungo il fiume Isonzo e ideare un’ipotesi di gestione transfrontaliera del fiume, attenta all’uso sostenibile delle risorse strategiche e alla conservazione dei corsi d’acqua. Il progetto, avviato a fine 2012, si concluderà a marzo 2015. Il 19 marzo si terrà il Convegno conclusivo: sarà l’occasione per presentare i risultati ottenuti dalle ricerche e dalle attività condotte dai partner di progetto e consolidare l’approccio transfrontaliero. L’Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico ha contribuito alla ricerca realizzando un geodatabase con i dati raccolti nel corso del progetto e un modello idrodinamico bidimensionale del fiume nel tratto italiano, che ha indagato gli aspetti idraulici del fiume utili a caratterizzare le tendenze evolutive delle zone di alveo mobile. L’incontro si terrà in Slovenia vicino alla sorgente del fiume Isonzo/Soca, nel cuore del parco Nazionale del Triglav. Vai sul sito http://www.camisproject.eu.


 

IMMAGINI DA RICORDARE
Trento è un'isola
Laura Dal Pozzo, Donato Iob

TRENTO E’ UN’ISOLA. L’Adige ha tracimato a Roncafort ed ha invaso da nord la città – Una macchia nera e rossa penetra nelle strade: benzina e nafta dilagano – Dalla Valsugana notizie disastrose: pare sia la zona più colpita – Stato d’emergenza ovunque.
Così titolava il quotidiano “L’Adige” domenica 6 novembre 1966. La fotografia ritrae l’inondazione a Trento, all’angolo tra via Roma e via Prepositura. Questa piccola piazza è detta della "Portella" e nel lato opposto alla Torre Vanga, su un rudere di mura ottocentesche bombardato durante la seconda guerra mondiale, si trova una stele ottocentesca con incise le date delle alluvioni del XVIII e XIX secolo, fino al 1882. Dopo l'evento alluvionale del 1966 fu riportata, sopra la stele, una targa in pietra con indicato il livello delle acque raggiunte in occasione di quest'ultima alluvione.

Sulle piene del fiume scriveva un poeta trentino:

"(…) Tu pur, Adige amico, ora divelto
Dal mio grembo fedele, ad altri lidi
Qual esule raminghi! (…)”
(Supremum Tridenti vale, elegia latina di Francesco Moar, 1858, dal titolo All’Adige: l’ultimo addio di Trento, trad. di Carlo Perini, 1868)
Foto: archivio del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

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